
Quando: 14 Maggio 2011 alle 22:00 a 15 Maggio 2011 alle 13:00
Luogo: Associazione Culturale La Fontana
Via: Via Francesco Paiola
Città: Avesa -Verona-
Sito web o mappa: http://www.primigenia.it/inde…
Tipo di evento: concerto, live
Organizzato da: Primigenia
Attività più recente: 9 Mag 2011
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L’ombra della mosca è un’opera che si caratterizza soprattutto per una scrittura densa, organizzata, a tratti in parte fin troppo robusta. Come per il vino di cui si diceva bisogna far decantare l’ascolto, bisogna saper aspettare e gustare, fino in fondo. Il mondo di Angelini è un continuo alternarsi di ombre e di luci, di figure retoriche e giochi di suoni, e i suoi personaggi vivono al confine del reale, mostrando di sé i lati più oscuri. È il caso di un Babbo Natale che decide di scendere dal suo carro volante («Forse aveva troppo poco tempo per partire ancora / e la luce gli tinge i capelli d’aurora / oppure era solamente stanco dei suoi piedi scalzi / e del sacco di juta, con i sogni degli altri» in La Juta di Klaus), o di Giuda, che accetta il ruolo di traditore per il troppo amore che lo lega a Cristo, in L’Iscariota, o di Aisha la maga. Il viandante di La polvere dei guai, ad esempio, si confonde in un gioco di specchi con chi resta a vederlo andare via, mentre si incrociano lungo le strofe le voci di Angelini e Vittorio De Scalzi: «Il viandante gioca / come il ladro del mio sonno / e saccheggia la mia notte / quasi come fosse il giorno».
L’impressione è quella di essere finiti in una locanda dei destini incrociati, seduti ad un tavolaccio ad ascoltare parole e suoni che vengono da lontano e che per questo si fanno inseguire, non si lasciano cogliere al volo. Ma al tempo stesso i versi nascondono illuminazioni sorprendenti, come nel brano che dà il titolo all’album, e che si arricchisce del timbro profondo della voce di Max Manfredi: «Predoni di strade percorse dagli eventi / cercan piogge rinfrescanti / da discutere nei bar». O come per l’unica cover presente, la deliziosa La libertè, dello spezzino e un po’ troppo dimenticato Franco Fanigliulo.
Infine, come per tutte le bottiglie che si rispettino, una piccola sorpresa sul fondo: una traccia fantasma, di spirito goliardico, dedicata a Luciano Barbieri, animatore dell’Infermeria del Premio Tenco. Il brano è cantato con la partecipazione di almeno sei cantautori e musicisti genovesi, e il gioco è cercare di riconoscerli, senza che il libretto ne faccia alcuna menzione.
Perché chi ama il buon vino lo riconosce all’ascolto, non ha certo bisogno di legger tutto sull’etichetta.
Fonte: Marzio Angiolani (l'isola che non c'era)
da Walter Rossi Aggiunto 18 Maggio 2012 a 20:33
da Walter Rossi Aggiunto 18 Maggio 2012 a 20:32
da Markus Wiedemeier Aggiunto 10 dicembre 2011 a 0:03
da monica frisone Aggiunto 3 Ottobre 2011 a 9:46
© 2012 Creato da Davide Romanini.
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