ZenaFace

Facce da Genova

Salve , io abito in un condominio e gli inquilini che vivono sopra di me tutte le mattine dalle 6 alle 7.30 producono rumori molesti derivanti da calzature con suola dura, spostamento di mobili e o sedie e oggetti pesanti. Dopo ripetuti richiami anche da parte dell'amministratore non abbiamo comunque ottenuto risultato. volevo sapere cosa si può e cosa non si può fare. Distinti saluti

Visualizzazioni: 118

Rispondi

Risposte a questa discussione

primo passo che suggerisco è quello fi formulare una formale diffida, meglio se a
mezzo del legale
se non ottiene effetto, allora non resta che l'azione giudiziale, in cui
potrà chiedere sia l'ordine di cessazione del rumore che il risarcimento dei
danni
è necessario, in tal caso, contare sulla disponibilità di qualche persona che può testimoniare la circostanza (anche famigliari, non conviventi, o amici)
in funzione dell'azione giudiziale è opportuno far eseguire preliminarmente delle rilevazioni da tecnico
acustico da produrre al giudice a riprova dell'effettivo disturbo che subisce
in svariati casi affrontati di questo genere, il giudice ha ordinato al soggetto disturbante la
realizzazione di opere antirumore indicate dal perito acustico nominato
santo durelli
Purtroppo non e' un cosa semplice porvi rimedio,la via migliore e' sempre quella del dialogo,franco,aperto e senza troppi fronzoli,passi per quelli dopo le 7,ma per quelli prima il vicino deve avere l'accortezza di porsi il problema.
Giuridicamente il passeggio rumoroso non e' facilmente qualificabile,perche' mentre rispetto ad altri tipi di disturbo,quali quello di locali aperti al pubblico adiacenti o ambiti artigianali e consimili,quello di un vicino diventa difficile oggettivarlo e diffidarlo,soprattutto se per cause addebitabili ad una comune vivibilita'.
Il passeggio con scarpe munite di tacco o con suole arrecanti vistoso disturbo possono essere penalizzate,ma solo se rientrano in una casistica dimostrabile di requenza costante e se la soglia supera quelli che volta per volta sono considerati i parametri di sopportabilita'.
Ti sconsiglio quindi la via legale,che in questo caso diventerebbe lunga,tortuosa e dall'esito incerto,dato che la produzione di elementi che diano carattere alla tua eventuale esposizione non sono facili e sarebbero facilmente messi in discussione.
Purtroppo la via del dialogo non e' sempre possibile,visto che nervi tesi,eventuale maleducazione dell'interlocutore e poca comprensione nel venirsi incontro possono renderlo molto difficile e in molti casi improponibile,ma mi sembra che hai poca scelta,visto che i richiami dell'amministratore non hanno sortito effetto,forse anche perche' formali e impersonali,quindi prova a metterci la faccia e a sollevare la loro attenzione sul problema in modo amichevole se riesci ,ciao
Certo la via del dialogo e del confronto è la preferibile e deve essere ricercata, sempre.
E' però altrettanto vero che l'azione giudiziale è l'unica praticabile una volta che il dialogo non porta ad alcun risultato (salvo rassegnarsi a sopportare il rumore o cambiare casa)
Rilevo che non sempre le vertenze, in particolare in materia di disturbo da inquinamento acustico, sono lunghe e difficili: capita di sovente, che le parti, proprio dopo l'avvio dell'azione giudiziale - grazie alla mediazione dei legali o del giudice - trovino un accordo; inoltre, se il disturbo è tale da arrecare danno alla salute (come quando impedisce il riposo e il sonno) è possibile ottenere un provvedimento in via di urgenza. Altre volte, indubiamente, la vertenza radicalizza il contrasto. Biogna quindi valutare attentamente caso per caso se sussistono o meno i presupposti per avviarla.
Avv. Santo Durelli

per

RSS

Menu ZenaZone

HOME
Turismo
Eventi a Genova
Ristoranti
Zenazone Card - Sconti
Antiquariato
Vota i tuoi amici di Zenaface

Fotografie

  • Aggiungi fotografie
  • Visualizza tutti

Badge

Caricamento in corso...

© 2012   Creato da Davide Romanini.

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio